Giulio Cesare spiegato ai bambini

“Il dado è tratto”, “Venni, vidi, vinsi”, “Anche tu, Bruto, figlio mio!”: sono frasi che usiamo ancora oggi, a più di 2.000 anni di distanza. Le pronunciò, o almeno così si racconta, Giulio Cesare, il condottiero romano più famoso di tutti i tempi. Anche il mese di luglio porta il suo nome!
In questa pagina scopriamo chi era Giulio Cesare, le sue conquiste, come diventò il padrone di Roma e come è morto nelle famose Idi di marzo.
Scheda rapida
- Nome: Gaio Giulio Cesare
- Nato: a Roma, il 12 o 13 luglio del 100 a.C.
- Morto: a Roma, il 15 marzo del 44 a.C. (le Idi di marzo)
- Professione: politico, generale e scrittore
- Famoso per: la conquista della Gallia, la guerra civile e il potere assoluto su Roma
Roma ai tempi di Cesare
Quando nacque Cesare, Roma era una Repubblica: non c'era un re, ma il potere era diviso tra il Senato e dei magistrati eletti ogni anno, come i due consoli. Roma controllava già gran parte del Mediterraneo, ma al suo interno c'erano grandi lotte tra politici e generali ambiziosi. Scopri di più sui Romani spiegati ai bambini.
La giovinezza e i pirati
Cesare apparteneva a una famiglia nobile, la gens Iulia, che diceva di discendere addirittura dalla dea Venere. Da giovane, durante un viaggio in mare, fu rapito dai pirati, che chiesero un riscatto. Cesare, offeso, disse che valeva molto di più e pretese che chiedessero una somma più alta! Mentre aspettava, scherzava con i pirati e prometteva che li avrebbe catturati. Una volta libero, mantenne la promessa.
La carriera politica
Cesare era un ottimo oratore e sapeva farsi amare dal popolo, organizzando feste e spettacoli. Nel 60 a.C. si alleò con due uomini potentissimi, Pompeo e Crasso: questo accordo si chiama primo triumvirato (“governo di tre uomini”). Nel 59 a.C. Cesare diventò console.
La conquista della Gallia
Dal 58 al 50 a.C. Cesare guidò le legioni romane alla conquista della Gallia, che corrisponde più o meno all'attuale Francia e al Belgio. Fu una guerra lunga e durissima. La battaglia decisiva fu l'assedio di Alesia (52 a.C.), dove sconfisse il capo dei Galli, Vercingetorige.
Cesare raccontò queste guerre in un libro, il De bello Gallico (“La guerra gallica”), che ancora oggi si studia nelle scuole per imparare il latino.
Il Rubicone: “Il dado è tratto”
Le vittorie in Gallia resero Cesare ricchissimo e amatissimo dai suoi soldati. Il Senato e Pompeo, preoccupati, gli ordinarono di lasciare l'esercito e tornare a Roma da semplice cittadino. Cesare rifiutò.
Nel gennaio del 49 a.C. arrivò al Rubicone, un piccolo fiume in Romagna che segnava il confine: nessun generale poteva attraversarlo con le sue truppe armate. Cesare lo attraversò pronunciando la famosa frase “Alea iacta est”, “il dado è tratto”: la decisione era presa e non si poteva tornare indietro. Era l'inizio della guerra civile contro Pompeo. Ancora oggi “passare il Rubicone” vuol dire prendere una decisione definitiva.
Cleopatra e “Venni, vidi, vinsi”
Cesare sconfisse Pompeo, che fuggì in Egitto. Lì Cesare conobbe la regina Cleopatra, la aiutò a mantenere il trono e da lei ebbe un figlio, Cesarione.
Nel 47 a.C. vinse una battaglia così in fretta, a Zela, nell'attuale Turchia, che per comunicarlo a Roma scrisse solo tre parole: “Veni, vidi, vici”, cioè “venni, vidi, vinsi”.
Dittatore di Roma
Tornato a Roma vincitore, Cesare diventò dittatore e nel 44 a.C. si fece nominare dittatore a vita. Fece molte riforme:
- creò il calendario giuliano, con 365 giorni e un anno bisestile ogni quattro: è quasi uguale a quello che usiamo oggi;
- diede terre ai suoi soldati veterani e lavoro ai poveri;
- concesse la cittadinanza romana a molti abitanti delle province;
- fece costruire nuovi edifici, come il Foro di Cesare.
In suo onore il mese di Quintilis fu chiamato Iulius: è il nostro luglio.
Come è morto Giulio Cesare: le Idi di marzo
Molti senatori temevano che Cesare volesse diventare re e mettere fine per sempre alla Repubblica. Circa sessanta di loro organizzarono una congiura, guidati da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino.
Il 15 marzo del 44 a.C., giorno che i Romani chiamavano Idi di marzo, Cesare andò a una riunione del Senato, che quel giorno si teneva nella Curia di Pompeo. Secondo gli storici antichi un indovino lo aveva avvertito di stare attento alle Idi di marzo, e anche sua moglie Calpurnia aveva fatto un brutto sogno e lo aveva pregato di non uscire. Ma Cesare andò lo stesso.
Appena seduto, fu circondato dai congiurati, che lo colpirono con i pugnali: fu ferito 23 volte. Si racconta che, vedendo tra loro anche Bruto, che considerava quasi un figlio, abbia detto: “Tu quoque, Brute, fili mi!” (“Anche tu, Bruto, figlio mio!”). Cadde ai piedi della statua del suo vecchio rivale Pompeo.
Che cosa successe dopo
I congiurati pensavano di salvare la Repubblica, ma il popolo amava Cesare e si rivoltò contro di loro. Scoppiò una nuova guerra civile. Alla fine il potere passò al figlio adottivo di Cesare, Ottaviano, che nel 27 a.C. diventò il primo imperatore di Roma con il nome di Augusto. La Repubblica era finita: iniziava l'Impero romano.
Il nome di Cesare divenne così importante che gli imperatori lo usarono come titolo: da “Caesar” derivano anche le parole Kaiser in tedesco e zar in russo.
Curiosità su Giulio Cesare
- Usava un codice segreto per i suoi messaggi: spostava ogni lettera di tre posti nell'alfabeto (la A diventava D, la B diventava E…). Si chiama ancora oggi cifrario di Cesare.
- Era stempiato e si dice che amasse portare la corona d'alloro anche per nascondere la calvizie.
- Il “taglio cesareo” non prende il nome da lui: è una leggenda.
- Nel luogo dove fu ucciso, l'area sacra di Largo di Torre Argentina a Roma, oggi vivono molti gatti!
Attività
- Scrivi con il cifrario di Cesare: scrivi un messaggio segreto spostando ogni lettera di tre posti nell'alfabeto e fallo decifrare a un amico.
- La linea del tempo: disegna una linea dal 100 a.C. al 44 a.C. e segna le tappe principali della vita di Cesare.
- Le frasi celebri: inventa una situazione di oggi in cui potresti usare “il dado è tratto” o “venni, vidi, vinsi”.
Breve ricerca su Giulio Cesare (da copiare sul quaderno)
Gaio Giulio Cesare nacque a Roma nel 100 a.C. Fu un grande politico e generale. Nel 60 a.C. formò il primo triumvirato con Pompeo e Crasso e nel 59 a.C. diventò console. Conquistò la Gallia e raccontò questa guerra nel De bello Gallico. Nel 49 a.C. attraversò il fiume Rubicone con il suo esercito dicendo “il dado è tratto” e iniziò la guerra civile contro Pompeo, che vinse. Diventò dittatore a vita e creò il calendario giuliano. Il 15 marzo del 44 a.C., le Idi di marzo, fu ucciso da un gruppo di senatori guidati da Bruto e Cassio. Dopo la sua morte il figlio adottivo Ottaviano diventò il primo imperatore, Augusto.
Domande frequenti su Giulio Cesare
Come è morto Giulio Cesare?
Fu ucciso a pugnalate da un gruppo di senatori, guidati da Bruto e Cassio, il 15 marzo del 44 a.C., durante una riunione del Senato.
Che cosa sono le Idi di marzo?
Il 15 marzo, secondo il calendario romano. È il giorno in cui fu ucciso Giulio Cesare.
Che cosa vuol dire “il dado è tratto”?
Che una decisione è stata presa e non si può più tornare indietro. Cesare lo disse attraversando il Rubicone nel 49 a.C.
Giulio Cesare era un imperatore?
No, fu dittatore a vita. Il primo imperatore fu il suo figlio adottivo Ottaviano, cioè Augusto.
Perché luglio si chiama così?
In onore di Giulio Cesare: nel 44 a.C. il mese di Quintilis fu chiamato Iulius.





