I Persiani spiegati ai bambini

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I Persiani erano un popolo antico che viveva nell'attuale Iran, in Asia. Circa 2.500 anni fa costruirono uno degli imperi più grandi della storia, che andava dall'Egitto fino all'India. Avevano re potentissimi, palazzi decorati con tori alati, strade lunghissime e messaggeri velocissimi. E sai che la parola pesca, il frutto, ha a che fare con loro?

In questa pagina scopriamo chi erano i Persiani, come governavano un impero così grande, perché combatterono contro i Greci e che cosa ci hanno lasciato. Alla fine trovi anche storie da leggere e attività da fare.

Chi erano i Persiani

All'inizio i Persiani erano un piccolo popolo di pastori e cavalieri che viveva nel sud dell'attuale Iran. Poi, intorno al 550 avanti Cristo, un re di nome Ciro il Grande cominciò a conquistare i regni vicini, uno dopo l'altro. In pochi anni i Persiani diventarono i padroni di un impero enorme.

Questo primo impero persiano si chiama impero achemenide, dal nome della famiglia dei re. Arrivò a comprendere popoli diversissimi: Egiziani, Babilonesi, Greci dell'Asia, Indiani e molti altri. Si parlavano tante lingue diverse e si pregavano dei diversi.

Ciro il Grande, un re diverso dagli altri

Ciro era un conquistatore, ma aveva un modo speciale di governare. Quando conquistava un popolo, di solito gli permetteva di mantenere la propria religione, le proprie usanze e la propria lingua. Per esempio, dopo aver conquistato Babilonia, permise agli Ebrei che erano stati portati lì come prigionieri di tornare a casa loro, a Gerusalemme.

Esiste ancora un oggetto che racconta le sue imprese: il Cilindro di Ciro, un cilindro di argilla coperto di scritte, oggi conservato al British Museum di Londra. Alcuni lo considerano uno dei primi documenti che parlano del rispetto per i popoli conquistati. Gli storici discutono ancora su quanto Ciro fosse davvero "buono", ma di certo il suo modo di governare era molto diverso da quello di altri re dell'epoca.

Come si governa un impero così grande?

Immagina di dover essere il capo di un Paese grande come mezzo mondo, senza telefono, senza internet e senza automobili. Come faresti? Il re Dario I trovò alcune soluzioni geniali.

  • Le satrapie: divise l'impero in grandi province, chiamate satrapie. Ognuna era guidata da un governatore, il satrapo, che raccoglieva le tasse e manteneva l'ordine per conto del re.
  • Gli "occhi e orecchie del re": erano ispettori che viaggiavano per l'impero per controllare che i satrapi facessero bene il loro lavoro.
  • La stessa moneta per tutti: fece coniare monete d'oro, chiamate darici, che si potevano usare in tutto l'impero. Un po' come l'euro in Europa!
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La Strada Reale e i messaggeri

Per collegare le città del suo regno, Dario fece costruire la Strada Reale, lunga circa 2.500 chilometri. Lungo la strada c'erano stazioni di posta dove i messaggeri trovavano cavalli freschi, cibo e riposo. Un messaggero consegnava la lettera al successivo, che ripartiva subito al galoppo, come in una staffetta.

Lo storico greco Erodoto rimase così colpito da questi messaggeri che scrisse che niente poteva fermarli, né la neve né la pioggia né il caldo né il buio della notte. Più di duemila anni dopo, le sue parole sono state scelte come motto dagli uffici postali di New York!

Persepoli, la città dei re

Dario fece costruire anche una capitale bellissima per le grandi feste: Persepoli. Aveva enormi sale con cento colonne, scalinate decorate e porte sorvegliate da giganteschi tori alati con la testa umana, scolpiti nella pietra.

Sui muri delle scalinate sono ancora scolpite lunghe file di persone che portano doni al re: ogni popolo dell'impero porta qualcosa di tipico della sua terra, come animali, stoffe, vasi e gioielli. Guardandole sembra di vedere una grande parata. Oggi le rovine di Persepoli sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

La religione: il fuoco e la luce

Molti Persiani seguivano gli insegnamenti di un profeta chiamato Zarathustra, o Zoroastro. Il dio più importante era Ahura Mazda, il dio della saggezza e della luce. Per Zarathustra il mondo era una grande sfida tra il bene e il male, e ogni persona doveva scegliere il bene con buoni pensieri, buone parole e buone azioni.

Il fuoco era un simbolo sacro, perché rappresentava la luce e la purezza. Nei templi si teneva sempre acceso.

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Le guerre con i Greci

I Persiani volevano conquistare anche la Grecia. Ma i Greci, anche se erano divisi in tante piccole città, si unirono per difendersi. Ci furono battaglie famosissime:

  • Maratona (490 a.C.): gli Ateniesi sconfissero l'esercito persiano. Secondo la leggenda, un messaggero corse da Maratona fino ad Atene per annunciare la vittoria, circa 40 chilometri, e appena arrivato cadde a terra sfinito. È per ricordarlo che oggi esiste la gara di corsa chiamata maratona!
  • Termopili (480 a.C.): il re spartano Leonida, con pochi soldati, resistette per giorni in uno stretto passaggio tra le montagne contro l'enorme esercito del re persiano Serse.
  • Salamina (480 a.C.): in una grande battaglia sul mare, le navi greche, più piccole e agili, sconfissero la flotta persiana.

Alla fine i Persiani rinunciarono a conquistare la Grecia.

La fine dell'impero

Circa 150 anni dopo, fu un giovane re macedone a rovesciare la situazione: Alessandro Magno. Con il suo esercito conquistò tutto l'impero persiano e nel 330 avanti Cristo arrivò fino a Persepoli, che venne incendiata. Così finì l'impero achemenide. Ma la Persia non scomparve: nei secoli successivi nacquero altri grandi imperi persiani.

Che cosa ci hanno lasciato i Persiani

  • La pesca: i Romani la chiamavano malum persicum, cioè "mela persiana", perché era arrivata dall'Oriente attraverso la Persia. Da lì viene la parola italiana pesca!
  • La parola "paradiso": viene da un'antica parola persiana che indicava un grande giardino recintato, pieno di alberi e fontane.
  • Gli scacchi: sono passati dalla Persia prima di arrivare in Europa. L'espressione scacco matto viene dal persiano shah, che vuol dire "re".
  • Il Nowruz: il Capodanno persiano, che si festeggia il primo giorno di primavera, è ancora oggi celebrato da milioni di persone in Iran e in altri Paesi.

Storie, libri e attività sui Persiani

Da leggere

  • Le mille e una notte: la famosa raccolta di fiabe con la principessa Sherazade, che ogni notte racconta una storia al re per salvarsi la vita. Molte di queste storie hanno radici antichissime proprio in Persia. Cerca un'edizione illustrata per bambini!
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Da fare

  • La staffetta dei messaggeri: in cortile o al parco, dividete la squadra in "stazioni di posta" a qualche metro di distanza. Il primo corridore porta un foglietto con un messaggio segreto al secondo, e così via. Vince la squadra che consegna il messaggio più in fretta e senza sbagliarlo!
  • La parata dei doni di Persepoli: su una lunga striscia di carta disegna una fila di persone che portano doni al re, ognuna con un regalo diverso. Puoi farlo con i tuoi compagni: ognuno disegna un pezzo e poi si uniscono.

Da disegnare

  • Il toro alato: disegna il corpo di un toro, aggiungi due grandi ali con tante piume in fila e una testa umana con una lunga barba riccia e una corona. È uno dei guardiani più famosi dell'antichità!

In breve: i Persiani in 5 punti

  • Vivevano nell'attuale Iran e circa 2.500 anni fa crearono un impero enorme, dall'Egitto all'India.
  • Ciro il Grande fondò l'impero e rispettava le religioni dei popoli conquistati.
  • Dario I divise l'impero in satrapie, creò una moneta unica e costruì la Strada Reale e Persepoli.
  • Combatterono contro i Greci a Maratona, alle Termopili e a Salamina.
  • L'impero fu conquistato da Alessandro Magno nel 330 a.C.

Domande frequenti sui Persiani

Dove vivevano i Persiani?

Nell'attuale Iran, in Asia. Il loro impero però si estendeva dall'Egitto e dalla Turchia fino all'India.

Chi era il re più famoso dei Persiani?

Ciro il Grande, che fondò l'impero, e Dario I, che lo organizzò e costruì Persepoli.

Perché i Persiani combatterono contro i Greci?

Perché volevano allargare il loro impero anche alla Grecia. I Greci si unirono e riuscirono a respingerli.

Esistono ancora i Persiani?

Sì, in un certo senso: gli abitanti dell'Iran sono i loro discendenti e la loro lingua, il persiano, è parlata ancora oggi da milioni di persone.

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