Il nazismo spiegato ai bambini

Il nazismo è una delle pagine più buie della storia dell'umanità. Parlarne non è facile, perché racconta di odio, di guerra e di persecuzioni terribili, anche contro tanti bambini. Ma è importantissimo conoscerlo, perché ricordare ci aiuta a capire che cosa può succedere quando si smette di rispettare le persone, e a fare in modo che non succeda mai più.

In questa pagina spieghiamo con delicatezza, adatta ai ragazzi della scuola primaria e media, che cos'è stato il nazismo, come è nato, che cosa è stata la Shoah, come è finito e perché il 27 gennaio celebriamo il Giorno della Memoria. Conosceremo anche alcune storie di coraggio e di speranza. Ti consigliamo di leggere questa pagina insieme a un adulto, per poterne parlare e fare tutte le domande che vuoi.

Che cos'è il nazismo

Il nazismo è stato un movimento politico nato in Germania dopo la Prima guerra mondiale, guidato da Adolf Hitler. Il nome viene dal suo partito, il Partito Nazionalsocialista, abbreviato in "nazista".

Il nazismo si basava su idee ingiuste e false:

  • sosteneva che le persone fossero divise in "razze" e che alcune fossero superiori ad altre. Oggi la scienza ha dimostrato che le razze umane non esistono: siamo tutti parte della stessa specie umana;
  • diffondeva l'odio verso gli ebrei, accusandoli ingiustamente di tutti i problemi della Germania. Questo odio si chiama antisemitismo;
  • voleva un capo unico e assoluto, con un potere senza limiti, e una Germania che conquistasse altri Paesi con la guerra.

Come è arrivato al potere

Dopo la Prima guerra mondiale la Germania viveva un periodo molto difficile: aveva perso la guerra, doveva pagare grandi somme ai vincitori e, negli anni Venti e all'inizio degli anni Trenta, c'erano povertà e disoccupazione. Molte persone erano arrabbiate e spaventate.

Hitler approfittò di questa situazione. Con discorsi pieni di promesse e di rabbia, indicò dei "colpevoli" da odiare e prometteva di rendere la Germania di nuovo grande e potente. Il suo partito crebbe, e nel 1933 Hitler diventò capo del governo. In pochi mesi eliminò gli altri partiti, la libertà di stampa e ogni opposizione, trasformando la Germania in una dittatura.

Come si viveva nella Germania nazista

  • Nessuna libertà: chi criticava il governo veniva arrestato dalla polizia segreta.
  • La propaganda: radio, giornali, film, manifesti e perfino i libri di scuola ripetevano le idee naziste. Nel 1933 furono organizzati grandi falò in cui vennero bruciati i libri di autori considerati "nemici".
  • I bambini e i ragazzi erano obbligati a entrare in organizzazioni giovanili naziste, dove si insegnava loro a obbedire al capo senza fare domande.
  • Le persecuzioni: con leggi apposite, agli ebrei tedeschi furono tolti i diritti. Non potevano più andare nelle scuole pubbliche, lavorare in molti mestieri, andare al parco o al cinema. Dovevano portare sui vestiti una stella gialla che li rendesse riconoscibili. Nel novembre 1938, in una notte chiamata "Notte dei cristalli", furono distrutti negozi, case e sinagoghe degli ebrei.
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Anche in Italia, alleata della Germania, nel 1938 il regime fascista approvò le leggi razziali, che tolsero i diritti agli italiani ebrei. I bambini ebrei furono cacciati dalle scuole.

La Seconda guerra mondiale

Nel 1939 la Germania nazista invase la Polonia, e iniziò la Seconda guerra mondiale, la guerra più grande e terribile della storia, che coinvolse moltissimi Paesi di tutto il mondo. La Germania fu alleata con l'Italia fascista e con il Giappone. Dall'altra parte combatterono, tra gli altri, il Regno Unito, la Francia, l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti, chiamati gli Alleati.

La Shoah

Durante la guerra, i nazisti misero in atto il crimine più grave della loro storia: il tentativo di eliminare tutti gli ebrei d'Europa. Questo sterminio si chiama Shoah, una parola ebraica che significa "catastrofe", ed è conosciuto anche come Olocausto.

Milioni di persone furono strappate alle loro case e deportate, cioè portate via con la forza, spesso su treni merci, verso i campi di concentramento e di sterminio. Il più tristemente famoso è quello di Auschwitz, in Polonia. Circa sei milioni di ebrei, tra cui più di un milione di bambini, furono uccisi.

Furono perseguitati e uccisi anche molti altri esseri umani: i rom e i sinti, le persone con disabilità, gli oppositori politici, gli omosessuali e molti altri che i nazisti consideravano "diversi" o nemici.

Sono fatti difficili da leggere e da immaginare. È normale sentirsi tristi, arrabbiati o confusi: parlarne con un adulto aiuta.

La fine del nazismo

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell'esercito sovietico entrarono nel campo di Auschwitz e liberarono i prigionieri sopravvissuti, mostrando al mondo l'orrore dei campi. Nella primavera del 1945 la Germania nazista fu sconfitta, e a maggio la guerra in Europa finì. Dopo la guerra, alcuni dei principali capi nazisti furono processati da un tribunale internazionale a Norimberga, per i crimini che avevano commesso.

Il Giorno della Memoria

Ogni anno, il 27 gennaio, nel giorno della liberazione di Auschwitz, in Italia e in tutto il mondo si celebra il Giorno della Memoria, per ricordare le vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni naziste e fasciste. Nelle scuole si leggono testimonianze, si guardano film e si incontrano i testimoni, perché la memoria non vada perduta.

Storie da ricordare

Anna Frank

Anna Frank era una ragazzina ebrea tedesca che viveva ad Amsterdam, in Olanda, con la sua famiglia. Per sfuggire ai nazisti, per più di due anni si nascose con la famiglia e altre persone in un alloggio segreto, dietro una libreria girevole, senza poter uscire. Lì scrisse un diario, raccontando la sua vita, le sue paure, i suoi sogni e le sue speranze. Nel 1944 furono scoperti e deportati. Anna morì in un campo di concentramento nel 1945, a soli 15 anni. Suo padre, l'unico sopravvissuto della famiglia, fece pubblicare il diario, che è diventato uno dei libri più letti al mondo.

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Liliana Segre

Liliana Segre era una bambina milanese. Nel 1938, a 8 anni, a causa delle leggi razziali, non poté più andare a scuola. Nel 1944, a 13 anni, fu deportata ad Auschwitz dalla stazione Centrale di Milano, da un binario sotterraneo, il Binario 21, dove oggi c'è il Memoriale della Shoah. Suo padre non tornò mai. Liliana sopravvisse, e per tanti anni non riuscì a raccontare quello che aveva vissuto. Poi decise di farlo, incontrando migliaia di studenti nelle scuole. Nel 2018 è stata nominata senatrice a vita della Repubblica Italiana.

Gino Bartali, il campione dal cuore d'oro

Ci sono state anche persone coraggiose che, rischiando la vita, hanno salvato gli ebrei. Il grande campione di ciclismo italiano Gino Bartali, vincitore del Giro d'Italia e del Tour de France, durante la guerra pedalava per chilometri nascondendo nel telaio della sua bicicletta documenti falsi che servivano a salvare famiglie ebree. Non ne parlò quasi mai a nessuno. Oggi è riconosciuto come "Giusto tra le Nazioni", il titolo che Israele dà a chi ha salvato ebrei durante la Shoah.

Perché ricordare

La Shoah non è iniziata all'improvviso: è cominciata con le parole di odio, le prese in giro, l'esclusione di qualcuno perché considerato "diverso", e con tante persone che non hanno detto niente. Per questo ricordare significa anche impegnarsi ogni giorno, nel nostro piccolo, a:

  • rispettare tutti, qualunque sia la loro origine, religione o aspetto;
  • non restare indifferenti quando qualcuno viene preso in giro o escluso;
  • non credere a chi diffonde odio e cerca sempre un "nemico" da incolpare;
  • difendere la libertà e la democrazia, che sono state conquistate anche grazie a chi ha combattuto contro il nazismo e il fascismo.

Liliana Segre ripete spesso ai ragazzi che la parola più importante è "indifferenza": è proprio contro l'indifferenza che dobbiamo sempre stare attenti.

Libri, film e luoghi della memoria

Da leggere (con un adulto)

  • Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre e Daniela Palumbo: la storia di Liliana raccontata apposta per i ragazzi.
  • Il diario di Anna Frank: consigliato ai ragazzi un po' più grandi, dalla fine della scuola primaria in poi.
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Da guardare

  • La stella di Andra e Tati: un film d'animazione italiano che racconta la storia vera di due sorelline, Andra e Tatiana Bucci, deportate ad Auschwitz da bambine e sopravvissute. È pensato proprio per i bambini ed è adatto a parlarne in classe.

Da osservare: le pietre d'inciampo

  • In molte città italiane, sui marciapiedi davanti ad alcune case, ci sono delle piccole targhe d'ottone con un nome, una data di nascita e una data di deportazione. Si chiamano pietre d'inciampo e ricordano le persone che abitavano lì e furono deportate. Prova a cercarle nella tua città con un adulto: ogni pietra è una storia da non dimenticare.

Per capire come le persone hanno lottato per la libertà e la democrazia, leggi anche la Costituzione spiegata ai bambini e i profughi spiegati ai bambini.

In breve: il nazismo in 5 punti

  • Il nazismo è stato un movimento politico guidato da Adolf Hitler, che trasformò la Germania in una dittatura dal 1933.
  • Si basava su idee false e ingiuste, come la superiorità di alcune "razze" e l'odio verso gli ebrei.
  • La Germania nazista scatenò la Seconda guerra mondiale nel 1939.
  • Durante la Shoah furono uccisi circa sei milioni di ebrei, oltre a rom, sinti, persone con disabilità e oppositori.
  • Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, ricordiamo le vittime perché una cosa simile non accada mai più.

Domande frequenti sul nazismo

Che cos'è stato il nazismo in parole semplici?

È stato un regime dittatoriale guidato da Adolf Hitler in Germania dal 1933 al 1945, basato sul razzismo, sull'odio verso gli ebrei e sulla guerra.

Che cos'è la Shoah?

È lo sterminio degli ebrei d'Europa compiuto dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. La parola ebraica Shoah significa "catastrofe".

Perché il Giorno della Memoria è il 27 gennaio?

Perché il 27 gennaio 1945 fu liberato il campo di Auschwitz, il simbolo della Shoah.

Come spiegare il nazismo ai bambini?

Con parole semplici e sincere, senza dettagli troppo crudi, partendo da storie vere come quelle di Anna Frank e Liliana Segre, e lasciando spazio alle domande e alle emozioni. È importante sottolineare anche le storie di chi ha avuto il coraggio di aiutare, e il messaggio di rispetto per tutti.

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