Annibale spiegato ai bambini

Immagina un esercito con decine di elefanti che attraversa le Alpi, tra neve, ghiaccio e precipizi, per attaccare Roma di sorpresa. Sembra una leggenda, invece è successo davvero più di 2.200 anni fa. A guidare quell'esercito c'era Annibale, il generale di Cartagine, il nemico più temuto dai Romani.
In questa pagina scopriamo chi era Annibale, perché combatté contro Roma, le sue battaglie più famose e come finì la sua storia.
Scheda rapida
- Nome: Annibale Barca
- Nato: a Cartagine (oggi in Tunisia) nel 247 a.C.
- Morto: in Bitinia (oggi in Turchia) intorno al 183 a.C.
- Professione: generale
- Famoso per: la traversata delle Alpi con gli elefanti e la vittoria di Canne nella seconda guerra punica
Cartagine contro Roma
Cartagine era una grande città sulla costa dell'Africa del Nord, nell'attuale Tunisia, fondata dai Fenici. Era ricchissima grazie al commercio e aveva una flotta potente. Roma e Cartagine volevano entrambe controllare il Mar Mediterraneo e per questo combatterono tre lunghe guerre, chiamate guerre puniche (i Romani chiamavano i Cartaginesi Poeni, cioè Fenici).
Il giuramento di Annibale
Annibale era figlio di Amilcare Barca, un generale che aveva combattuto contro Roma nella prima guerra punica, perdendola. Si racconta che, quando Annibale aveva solo 9 anni, il padre lo portò davanti all'altare degli dèi e gli fece giurare che sarebbe stato per sempre nemico di Roma. Annibale crebbe negli accampamenti militari in Spagna, imparando a combattere e a guidare i soldati.
La traversata delle Alpi
Nel 218 a.C. iniziò la seconda guerra punica. I Romani si aspettavano che Annibale arrivasse dal mare, invece lui fece una scelta incredibile: partì dalla Spagna via terra con un grande esercito di fanti, cavalieri e circa 37 elefanti da guerra.
Attraversò i Pirenei, il fiume Rodano e poi le Alpi, in autunno, con la neve già alta. Fu un viaggio terribile: sentieri stretti, frane, freddo, attacchi delle tribù di montagna. Migliaia di soldati e quasi tutti gli elefanti morirono. Ma Annibale arrivò in Italia, nella pianura del Po, cogliendo i Romani di sorpresa.
Le grandi vittorie
- Trebbia (218 a.C.): vicino a Piacenza, la prima grande vittoria in Italia.
- Lago Trasimeno (217 a.C.): in Umbria. Annibale nascose il suo esercito tra le colline e la nebbia e attaccò i Romani che marciavano lungo la riva del lago.
- Canne (216 a.C.): in Puglia. È la sua vittoria più famosa. Annibale schierò i suoi soldati a mezzaluna: al centro finsero di ritirarsi, i Romani avanzarono e vennero circondati da tutti i lati. Ancora oggi la battaglia di Canne si studia nelle accademie militari di tutto il mondo.
“Annibale alle porte!”
Dopo Canne i Romani erano terrorizzati. Le mamme, per spaventare i bambini disobbedienti, dicevano: “Hannibal ad portas!”, cioè “Annibale è alle porte!”. Ancora oggi in italiano si usa questa espressione per dire che sta arrivando un grande pericolo.
Eppure Annibale non attaccò mai Roma: non aveva le macchine per assediare una città con mura così forti e non riceveva abbastanza rinforzi da Cartagine. Restò in Italia per circa 15 anni, vincendo battaglie ma senza riuscire a vincere la guerra.
Scipione e la battaglia di Zama
Intanto un giovane generale romano, Publio Cornelio Scipione, ebbe un'idea: invece di inseguire Annibale in Italia, portò la guerra in Africa, vicino a Cartagine. Annibale fu richiamato in patria e nel 202 a.C., nella battaglia di Zama, fu sconfitto. Scipione fu chiamato da allora “l'Africano”. Cartagine dovette arrendersi e Roma diventò la padrona del Mediterraneo occidentale.
La fine di Annibale
Dopo la guerra Annibale governò per un po' Cartagine, poi dovette fuggire perché i Romani lo cercavano. Si rifugiò presso vari re dell'Oriente, consigliandoli nelle guerre contro Roma. Quando i Romani stavano per catturarlo, in Bitinia, preferì togliersi la vita con il veleno, intorno al 183 a.C.
Pochi decenni dopo, con la terza guerra punica, Cartagine fu distrutta dai Romani (146 a.C.).
Curiosità su Annibale
- Durante la campagna in Italia perse un occhio per un'infezione.
- Gli elefanti di Annibale erano probabilmente elefanti africani “di foresta”, più piccoli di quelli della savana. Si racconta che l'ultimo superstite si chiamasse Surus.
- Gli storici discutono ancora oggi da quale passo delle Alpi sia passato.
- I Romani, pur odiandolo, lo rispettavano come uno dei più grandi generali della storia.
Attività
- La mappa del viaggio: su una cartina disegna il percorso di Annibale dalla Spagna all'Italia, segnando Pirenei, Alpi e i luoghi delle battaglie.
- La battaglia di Canne con i soldatini: con dei tappi o dei mattoncini, ricostruisci lo schieramento a mezzaluna e prova a capire come i Romani vennero circondati.
- Un giorno sulle Alpi: immagina di essere un soldato di Annibale e scrivi una pagina di diario sulla traversata.
Per conoscere meglio l'altra parte, leggi i Romani spiegati ai bambini.
Breve ricerca su Annibale (da copiare sul quaderno)
Annibale fu un generale di Cartagine, nato nel 247 a.C. Da bambino giurò al padre Amilcare di essere sempre nemico di Roma. Nella seconda guerra punica, nel 218 a.C., partì dalla Spagna e attraversò i Pirenei e le Alpi con un grande esercito e circa 37 elefanti. In Italia sconfisse i Romani alla Trebbia, al lago Trasimeno e a Canne (216 a.C.), la sua vittoria più famosa. Restò in Italia per 15 anni, ma non conquistò Roma. Richiamato in Africa, fu sconfitto da Scipione l'Africano a Zama nel 202 a.C. Morì in esilio intorno al 183 a.C.
Domande frequenti su Annibale
Perché Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti?
Per attaccare Roma di sorpresa via terra, dato che i Romani controllavano il mare. Gli elefanti servivano a spaventare i nemici in battaglia.
Qual è la battaglia più famosa di Annibale?
La battaglia di Canne, in Puglia, del 216 a.C., in cui circondò e sconfisse un esercito romano molto più numeroso.
Chi sconfisse Annibale?
Il generale romano Publio Cornelio Scipione, detto l'Africano, nella battaglia di Zama del 202 a.C.
Che cosa vuol dire “Annibale alle porte”?
Significa che sta arrivando un grande pericolo: era il grido di paura dei Romani dopo la sconfitta di Canne.





