I Longobardi spiegati ai bambini

i longobardi

I Longobardi erano un popolo di guerrieri venuto dal Nord Europa che nel 568 dopo Cristo arrivò in Italia e ci rimase per più di duecento anni. Forse non lo sai, ma li nomini quasi tutti i giorni: la regione Lombardia prende il nome proprio da loro! E alcune parole che usiamo ancora oggi, come panca o guancia, sono un loro regalo.

In questa pagina scopriamo chi erano i Longobardi, da dove venivano, come vivevano, chi era la regina Teodolinda e che cosa ci hanno lasciato. Alla fine trovi anche luoghi da visitare, un libro e un disegno da fare.

Chi erano i Longobardi

I Longobardi erano un popolo germanico, cioè parente di altri popoli del Nord come i Goti e i Franchi. Secondo le loro antiche storie, venivano dalla Scandinavia, la terra fredda dove oggi ci sono Svezia e Norvegia. Da lì si spostarono lentamente verso sud, per secoli, fino ad arrivare nella pianura della Pannonia, l'attuale Ungheria.

I Romani chiamavano "barbari" i popoli come loro, che non parlavano latino e avevano usanze diverse. Ma attenzione: "barbaro" non vuol dire "cattivo" o "stupido". Per i Romani indicava semplicemente chi veniva da fuori e parlava un'altra lingua.

Perché si chiamavano "Longobardi"?

Il loro nome significa probabilmente "lunghe barbe", perché gli uomini portavano la barba lunga. C'è anche una leggenda divertente, raccontata da un monaco longobardo di nome Paolo Diacono.

All'inizio questo popolo si chiamava in un altro modo. Un giorno doveva combattere una battaglia importante e il dio Wotan aveva detto che avrebbe dato la vittoria al primo popolo che avesse visto all'alba. La sua sposa, la dea Frea, suggerì allora alle donne del popolo di sciogliersi i lunghi capelli e di sistemarli davanti al viso, come se fossero barbe. Al mattino Wotan le vide e chiese stupito: "Chi sono questi dalle lunghe barbe?". Così diede loro un nuovo nome... e la vittoria!

L'arrivo in Italia

Nel 568 il re Alboino guidò tutto il suo popolo oltre le Alpi: non solo i soldati, ma anche donne, bambini, anziani, carri e animali. Era come un'intera città in movimento! Entrarono in Italia dal Friuli e conquistarono per prima la città di Cividale.

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L'Italia in quel momento era stanca e impoverita da tante guerre, e i Longobardi riuscirono a conquistarne gran parte. Scelsero come capitale Pavia. L'Italia però rimase divisa in due: da una parte i territori dei Longobardi, dall'altra quelli dei Bizantini, cioè i Romani d'Oriente, che controllavano Ravenna, Roma e molte città sul mare. Per la prima volta dopo tanti secoli, l'Italia non era più unita. Lo sarebbe tornata soltanto molto, molto tempo dopo.

Come vivevano i Longobardi

I Longobardi erano organizzati in grandi gruppi di famiglie chiamati fare. Ogni fara era come una grande squadra di parenti che viaggiava, combatteva e viveva insieme. I capi dei territori si chiamavano duchi, e alcuni ducati, come quelli di Spoleto e di Benevento, erano grandi e potenti.

Erano abilissimi orafi e fabbri. Nelle loro tombe gli archeologi hanno trovato spade, scudi decorati, fibbie di cintura e spille d'oro con disegni di animali intrecciati. Una delle cose più curiose sono le croci d'oro sottilissime, fatte con una lamina leggera come carta, che venivano cucite sui vestiti dei defunti.

All'inizio i Longobardi e gli Italiani vivevano separati e non si fidavano gli uni degli altri. Poi, piano piano, i Longobardi impararono il latino, diventarono cristiani e i due popoli si mescolarono, sposandosi tra loro. Un po' come quando arriva un nuovo compagno in classe: all'inizio è timido e diverso, poi dopo qualche mese sembra che sia lì da sempre.

La regina Teodolinda

Una delle figure più famose di questa storia è una donna: la regina Teodolinda. Era intelligente e saggia, e aiutò molto l'avvicinamento tra Longobardi e Italiani. Fu amica del papa, fece costruire chiese e favorì la diffusione del cristianesimo tra il suo popolo.

A Monza, nel duomo che lei stessa fece costruire, si conserva ancora oggi il suo tesoro, con oggetti preziosissimi. Lì si trova anche la famosa Corona Ferrea, una corona d'oro e pietre preziose che nei secoli fu usata per incoronare i re d'Italia.

Le leggi di Rotari

Nel 643 il re Rotari fece qualcosa di molto importante: mise per iscritto le leggi dei Longobardi, che fino ad allora erano state tramandate solo a voce. Questa raccolta si chiama Editto di Rotari ed era scritta in latino, perché tutti potessero conoscerla.

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Una delle idee più interessanti era il guidrigildo: se una persona faceva del male a un'altra, invece di scatenare una vendetta tra famiglie, doveva pagare una somma di denaro per rimediare al danno. Ogni danno aveva il suo "prezzo". Era un modo per fermare le liti prima che diventassero guerre, un po' come quando a scuola la maestra ci chiede di chiedere scusa e rimediare invece di litigare.

La fine del regno longobardo

Con il passare del tempo i Longobardi volevano conquistare anche Roma, e il papa, spaventato, chiese aiuto ai Franchi, un popolo potente che viveva nell'attuale Francia. Il loro re era il famoso Carlo Magno. Nel 774 Carlo Magno scese in Italia, assediò Pavia e sconfisse l'ultimo re longobardo, Desiderio. Da quel momento si fece chiamare "re dei Franchi e dei Longobardi".

Il regno longobardo del Nord finì così, ma nel Sud il ducato di Benevento resistette ancora per secoli.

Che cosa ci hanno lasciato i Longobardi

  • Il nome Lombardia: all'inizio "Longobardia" indicava tutti i territori longobardi, poi è rimasto alla regione di Milano.
  • Tante parole italiane: panca, guancia, schiena, milza vengono dalla loro lingua.
  • Luoghi bellissimi: i monumenti longobardi più importanti sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO con il nome "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere". Tra questi ci sono il Tempietto di Cividale del Friuli, il monastero di Santa Giulia a Brescia e la chiesa di Santa Sofia a Benevento.
  • Nomi e cognomi: alcuni nomi di persona ancora diffusi, come Aldo o Gualtiero, hanno origini germaniche risalenti a quell'epoca.

Libri, luoghi e attività sui Longobardi

Da leggere

  • Quando sarai più grande, a scuola incontrerai l'Adelchi di Alessandro Manzoni, una tragedia che racconta proprio la fine del regno longobardo, con re Desiderio e suo figlio Adelchi.
  • Nel frattempo, chiedi in biblioteca un atlante storico illustrato dell'Alto Medioevo: di solito ha belle tavole su armi, gioielli e villaggi longobardi.
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Da visitare

  • Il Museo di Santa Giulia a Brescia e il Museo Archeologico di Cividale del Friuli, dove si possono vedere da vicino spade, croci d'oro e gioielli dei Longobardi. In alcune città, come Imola, si organizzano anche rievocazioni storiche per bambini con accampamenti longobardi.

Da disegnare

  • Crea una croce longobarda: ritaglia una croce dal cartoncino, coprila con la carta stagnola dorata e decorala premendo con una penna scarica per disegnare spirali e animali intrecciati, proprio come gli orafi longobardi.
  • Disegna un guerriero longobardo: barba lunga, elmo a punta, scudo rotondo decorato e mantello. Poi disegna accanto un Romano con la tunica e confronta le differenze!

In breve: i Longobardi in 5 punti

  • Erano un popolo germanico venuto dal Nord Europa, arrivato in Italia nel 568 con il re Alboino.
  • Il loro nome significa probabilmente "lunghe barbe" e la loro capitale era Pavia.
  • La regina Teodolinda aiutò l'incontro tra Longobardi e Italiani.
  • Il re Rotari mise per iscritto le loro leggi nel 643.
  • Nel 774 furono sconfitti da Carlo Magno; ci hanno lasciato il nome Lombardia e molte parole italiane.

Domande frequenti sui Longobardi

Da dove venivano i Longobardi?

Erano un popolo germanico originario del Nord Europa, forse della Scandinavia. Prima di arrivare in Italia vissero a lungo in Pannonia, l'attuale Ungheria.

Quando arrivarono i Longobardi in Italia?

Nel 568 dopo Cristo, guidati dal re Alboino. Il loro regno durò fino al 774.

Qual era la capitale dei Longobardi?

La capitale del regno longobardo era Pavia, in Lombardia.

Chi sconfisse i Longobardi?

Carlo Magno, re dei Franchi, che nel 774 conquistò Pavia e sconfisse il re Desiderio.

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