I Fenici spiegati ai bambini

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Le lettere che stai leggendo in questo momento hanno una storia lunghissima, che comincia circa 3.000 anni fa su una sottile striscia di terra affacciata sul mare, dove vivevano marinai coraggiosi e commercianti astuti: i Fenici. Furono loro a inventare l'alfabeto da cui derivano le nostre lettere! E con le loro navi arrivarono anche in Italia, in Sicilia e in Sardegna.

In questa pagina scopriamo chi erano i Fenici, dove vivevano, come navigavano, perché il loro colore più prezioso valeva più dell'oro, come nacque l'alfabeto e quali città fondarono, compresa la famosa Cartagine. Alla fine trovi un'attività per scrivere il tuo nome con le lettere fenicie.

Chi erano i Fenici

I Fenici erano un popolo che viveva sulla costa orientale del Mar Mediterraneo, più o meno dove oggi si trova il Libano. Era una striscia di terra stretta, schiacciata tra le montagne e il mare: c'era poco spazio per coltivare, ma c'erano tanti porti naturali. Per questo i Fenici guardarono al mare e diventarono i più grandi navigatori e commercianti del mondo antico.

I Fenici non formarono mai un unico regno: vivevano in tante città-stato indipendenti, ognuna con il suo re, come Tiro, Sidone e Biblo. Ma parlavano la stessa lingua, adoravano gli stessi dei e avevano le stesse usanze.

Perché si chiamavano "Fenici"?

Il nome glielo diedero i Greci, che li chiamavano Phoinikes. Secondo molti studiosi questa parola è legata al colore rosso porpora, perché i Fenici erano famosissimi per un prezioso colorante di questo colore. Un nome che significa più o meno "il popolo della porpora"!

La porpora, il colore dei re

I Fenici avevano un segreto: sapevano ricavare un colorante rosso-viola bellissimo da un mollusco marino, il murice, una specie di chiocciola di mare. Da ogni mollusco se ne otteneva solo una goccia piccolissima, quindi per tingere un solo mantello ne servivano migliaia! Per questo la porpora era costosissima, e solo i re, gli imperatori e le persone più ricche potevano permettersi vestiti di quel colore.

Il colore non sbiadiva al sole, anzi diventava ancora più brillante. Per secoli la porpora è rimasta il simbolo del potere: ancora oggi, quando diciamo che qualcuno "veste la porpora", intendiamo che ha un ruolo molto importante.

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Maestri del mare

I Fenici costruivano navi robuste e veloci, usando il legno dei famosi cedri del Libano, alberi altissimi e resistenti. Avevano navi da guerra lunghe e strette, con tanti rematori, e navi da carico larghe e panciute, per trasportare le merci.

Erano così esperti che riuscivano a navigare anche di notte, orientandosi con le stelle, in particolare con la Stella Polare, che indica il nord. I Greci la chiamavano addirittura "la stella fenicia"! Lo storico greco Erodoto racconta perfino che alcuni marinai fenici, al servizio di un faraone egiziano, fecero il giro completo dell'Africa in nave: un'impresa incredibile per quei tempi.

Commercianti di tutto il Mediterraneo

Sulle loro navi i Fenici trasportavano di tutto: stoffe color porpora, legno di cedro, vino, olio, oggetti di vetro colorato, gioielli, avorio lavorato e metalli come l'argento e lo stagno. Andavano a scambiarli in tutti i porti del Mediterraneo, dall'Egitto alla Grecia, fino alla Spagna, e forse anche oltre lo Stretto di Gibilterra, nell'Oceano Atlantico.

Il commercio dei Fenici ha lasciato una traccia anche nelle nostre parole. La città di Biblo era famosa per il commercio del papiro, il materiale su cui si scriveva. Per questo i Greci chiamavano biblos il libro, e da lì vengono parole come Bibbia e biblioteca!

L'invenzione dell'alfabeto

Il regalo più grande che i Fenici hanno fatto al mondo è l'alfabeto. Prima di loro, gli Egizi usavano i geroglifici, e altri popoli la scrittura cuneiforme: sistemi con centinaia o migliaia di segni diversi, difficilissimi da imparare. Solo pochi esperti, gli scribi, sapevano leggere e scrivere.

I Fenici, che avevano bisogno di un modo veloce e semplice per tenere i conti dei loro commerci, usarono un sistema con solo 22 segni, ognuno dei quali indicava un suono, non una parola intera. Bastava imparare 22 lettere per poter scrivere qualsiasi parola! Il loro alfabeto aveva solo le consonanti.

I Greci presero l'alfabeto fenicio e aggiunsero le vocali. Dai Greci passò agli Etruschi e ai Romani, che lo trasformarono nell'alfabeto latino... quello che usiamo ancora oggi! Anche il nome "alfabeto" ha questa origine: viene dalle prime due lettere greche, alfa e beta, che a loro volta derivano dalle lettere fenicie alef e bet.

Le colonie fenicie e Cartagine

Lungo le loro rotte, i Fenici fondarono tante colonie, cioè nuove città e porti dove le navi potevano fermarsi, commerciare e rifornirsi. La più famosa di tutte fu Cartagine, sulla costa dell'attuale Tunisia, in Africa.

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Una leggenda racconta che Cartagine fu fondata dalla regina Didone, fuggita da Tiro. Arrivata in Africa, chiese al re del posto un pezzo di terra, e lui, per prenderla in giro, le concesse solo tanta terra quanta ne poteva coprire una pelle di bue. Ma Didone fu astuta: tagliò la pelle in strisce sottilissime, le unì in una lunghissima striscia e con quella circondò un'intera collina, dove costruì la sua città!

Cartagine divenne ricchissima e potente, tanto da sfidare Roma nelle famose guerre puniche. I Romani chiamavano i Cartaginesi Poeni, cioè "Fenici", ed è per questo che quelle guerre si chiamano puniche. Durante una di queste guerre, il generale cartaginese Annibale attraversò le Alpi con il suo esercito e perfino con degli elefanti!

I Fenici in Italia

I Fenici arrivarono anche nelle nostre isole e fondarono importanti città in Sicilia e in Sardegna:

  • in Sicilia, l'isola di Mozia, vicino a Marsala, dove si possono ancora visitare i resti della città e un museo, e la città che oggi si chiama Palermo, che ebbe origine come insediamento fenicio;
  • in Sardegna, città come Nora, vicino a Cagliari, e Tharros, nella penisola del Sinis, dove si passeggia tra le colonne antiche affacciate sul mare.

Che cosa ci hanno lasciato i Fenici

  • L'alfabeto, antenato di quello che usiamo oggi.
  • Parole come Bibbia e biblioteca, legate alla città di Biblo.
  • Grandi conoscenze di navigazione e di commercio.
  • Città e porti in tutto il Mediterraneo, compresi quelli in Sicilia e Sardegna.

Attività sui Fenici

Da fare: scrivi il tuo nome in fenicio

  • Con un adulto, cerca online una tabella dell'alfabeto fenicio, con le lettere fenicie accanto a quelle nostre. Prova a scrivere il tuo nome usando solo le consonanti, come facevano i Fenici. Riuscirà un tuo compagno a indovinare che cosa hai scritto? Poi confronta alcune lettere fenicie con quelle di oggi: noterai che la alef, girata, somiglia alla nostra A!
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Da fare: il colore dei re

  • Con un adulto, fai bollire alcune foglie di cavolo rosso in un po' d'acqua: otterrai un liquido viola intenso. Immergici un pezzetto di stoffa bianca di cotone e lascialo qualche ora. Non sarà vera porpora, ma capirai quanto era speciale tingere le stoffe senza i colori moderni!

Da disegnare

  • Disegna una nave fenicia a vela quadrata, con la prua a forma di testa di cavallo, come quelle raffigurate su antichi rilievi, carica di anfore e di tessuti viola. Aggiungi la Stella Polare nel cielo per guidare i marinai.

I Fenici vissero nello stesso periodo di altri grandi popoli antichi: scopri i Persiani, che per un periodo li governarono e usarono le loro flotte. E per conoscere altri grandi navigatori, leggi i Vichinghi spiegati ai bambini.

In breve: i Fenici in 5 punti

  • I Fenici vivevano circa 3.000 anni fa sulla costa dell'attuale Libano, in città come Tiro, Sidone e Biblo.
  • Erano grandi navigatori e commercianti, capaci di orientarsi con le stelle.
  • Erano famosi per la porpora, un colorante preziosissimo ricavato da un mollusco.
  • Inventarono un alfabeto di 22 lettere, da cui deriva anche il nostro.
  • Fondarono colonie come Cartagine e città in Sicilia e Sardegna.

Domande frequenti sui Fenici

Chi erano i Fenici?

Erano un popolo antico di navigatori e commercianti che viveva sulla costa orientale del Mediterraneo, nell'attuale Libano.

Che cosa hanno inventato i Fenici?

Il loro contributo più importante è l'alfabeto: un sistema di 22 segni che indicavano suoni, da cui derivano l'alfabeto greco, quello latino e il nostro.

Dove sono arrivati i Fenici in Italia?

In Sicilia, dove fondarono per esempio Mozia, e in Sardegna, con città come Nora e Tharros.

Che cos'è la porpora dei Fenici?

Era un colorante rosso-viola preziosissimo ricavato da un mollusco marino, il murice, usato per i vestiti dei re e degli imperatori.

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