Lo tsunami spiegato ai bambini

Il mare è calmo, il sole splende e le persone passeggiano sulla spiaggia. All'improvviso l'acqua si ritira, lasciando scoperti pesci, conchiglie e barche appoggiate sulla sabbia. Sembra una cosa curiosa, ma è un segnale importantissimo: potrebbe stare arrivando uno tsunami, una serie di onde gigantesche capaci di entrare per chilometri nella terraferma.

In questa pagina scopriamo che cos'è uno tsunami, come si forma, perché è così diverso dalle onde normali, quali sono i segnali di pericolo e che cosa bisogna fare per mettersi al sicuro. Conosceremo anche la storia di una bambina che, grazie a una lezione di geografia, ha salvato tante persone. Alla fine trovi un esperimento con una vaschetta d'acqua.

Che cos'è uno tsunami

Uno tsunami è una serie di onde molto potenti provocate da un improvviso spostamento di una grande quantità d'acqua, di solito a causa di un terremoto sotto il mare. Quando arrivano sulla costa, queste onde possono diventare altissime e riversarsi sulla terra, allagando spiagge, strade e paesi.

La parola tsunami è giapponese e significa "onda nel porto". Il nome nacque perché i pescatori giapponesi, tornando a casa, trovavano il porto distrutto da onde che in mare aperto non avevano nemmeno notato. Il Giappone, infatti, è uno dei Paesi dove gli tsunami sono più frequenti.

In italiano a volte si usa anche l'espressione maremoto, che indica un terremoto sotto il mare e le onde che provoca.

Come si forma uno tsunami

Uno tsunami nasce quando qualcosa sposta all'improvviso una grande massa d'acqua. Le cause possono essere diverse:

  • un terremoto sottomarino: è la causa più comune. Il fondo del mare si alza o si abbassa di colpo, e tutta l'acqua sopra viene spinta verso l'alto o risucchiata, come quando dai un colpo sotto una vasca da bagno piena. Scopri di più sui terremoti;
  • una frana: un pezzo di montagna o di costa che crolla in mare;
  • un'eruzione vulcanica: un vulcano che esplode sotto il mare o vicino alla costa;
  • un grande meteorite che cade in mare, un evento rarissimo.

Perché uno tsunami è diverso dalle onde normali?

Le onde che vediamo al mare di solito sono provocate dal vento, che muove solo la superficie dell'acqua. Uno tsunami invece muove tutta l'acqua, dal fondo del mare fino in superficie. È per questo che ha così tanta forza.

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Ecco la cosa sorprendente:

  • in mare aperto, dove l'acqua è profonda chilometri, lo tsunami è quasi invisibile: l'onda è alta magari meno di un metro, e una nave potrebbe non accorgersene nemmeno. Ma viaggia velocissima, anche a 700-800 chilometri all'ora, come un aereo di linea!
  • vicino alla costa, dove il fondale diventa basso, l'onda rallenta, ma tutta quell'acqua si "ammucchia" e l'onda diventa sempre più alta, anche di molti metri.

Inoltre uno tsunami non è formato da una sola onda, ma da una serie di onde, che possono arrivare a distanza di minuti o anche di un'ora l'una dall'altra. E non sempre la prima è la più grande.

I segnali di pericolo

È importante saper riconoscere i segnali che possono annunciare uno tsunami:

  • un terremoto forte, se ci si trova vicino al mare: se la terra trema tanto da far fatica a stare in piedi, bisogna pensare subito che potrebbe arrivare uno tsunami;
  • il mare che si ritira all'improvviso, molto più della bassa marea, lasciando scoperto il fondale;
  • un rumore forte e insolito che arriva dal mare, come un boato o il rumore di un treno;
  • un avviso ufficiale di allerta dalle autorità.

La bambina che salvò la spiaggia

Nel 2004, in Thailandia, una bambina inglese di 10 anni di nome Tilly Smith era in vacanza con la famiglia. Stava passeggiando sulla spiaggia quando vide il mare ritirarsi e l'acqua ribollire in modo strano. Si ricordò che, poche settimane prima, la sua maestra di geografia aveva spiegato proprio gli tsunami e i loro segnali di pericolo.

Tilly avvisò subito i genitori, che dissero agli altri turisti e al personale dell'albergo di allontanarsi dalla spiaggia. Pochi minuti dopo arrivò lo tsunami, ma quella spiaggia era già stata evacuata e tutti si salvarono. La storia di Tilly dimostra quanto sia importante studiare e conoscere la natura: può davvero salvare delle vite!

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Che cosa fare in caso di tsunami

Se ti trovi vicino al mare e noti uno dei segnali di pericolo:

  1. allontanati subito dalla spiaggia, senza aspettare e senza fermarti a guardare il mare che si ritira;
  2. raggiungi un luogo alto: una collina, oppure i piani alti di un edificio robusto, o spostati verso l'interno, lontano dalla costa;
  3. vai a piedi, se puoi, perché le strade potrebbero bloccarsi con il traffico;
  4. resta al sicuro finché le autorità non dicono che il pericolo è finito, perché possono arrivare altre onde;
  5. segui sempre le indicazioni degli adulti e dei soccorritori.

Gli tsunami in Italia

Anche il Mar Mediterraneo può essere colpito da tsunami, anche se sono molto più rari che nell'Oceano Pacifico. In passato ce ne sono stati alcuni, per esempio nel 1908, quando un forte terremoto colpì Messina e Reggio Calabria e fu seguito da uno tsunami nello Stretto.

Per questo in Italia c'è il Centro Allerta Tsunami dell'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che controlla giorno e notte i terremoti nel Mediterraneo e, se serve, lancia l'allerta alla Protezione Civile. In alcune località costiere ci sono anche cartelli che indicano le vie di fuga verso zone sicure. La prossima volta che vai al mare, prova a cercarli!

La Grande Onda: un'onda famosa nell'arte

Una delle immagini più famose del mondo è una stampa giapponese dell'artista Katsushika Hokusai, realizzata circa 200 anni fa: La grande onda di Kanagawa. Mostra un'onda enorme, con la cresta piena di schiuma come artigli, che sta per travolgere delle barche, con il monte Fuji piccolo piccolo sullo sfondo. Molti pensano che rappresenti uno tsunami, ma in realtà è probabilmente una grande onda in mare aperto, di quelle provocate dalle tempeste. È comunque un'opera bellissima da osservare!

Esperimenti e attività sugli tsunami

Da fare: lo tsunami in vaschetta

  • Prendi una vaschetta lunga di plastica. A un'estremità crea una "spiaggia" con della sabbia o della plastilina in pendenza, e mettici sopra qualche casetta fatta con i mattoncini. Riempi il resto della vaschetta con un po' d'acqua. Ora, all'altra estremità, spingi velocemente in avanti e poi indietro una tavoletta o un piatto di plastica immerso nell'acqua: si formerà un'onda che corre verso la spiaggia e, arrivando dove l'acqua è bassa, diventa più alta! Prova con più o meno acqua: che cosa cambia?
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Da osservare e disegnare

  • Cerca con un adulto l'immagine della Grande onda di Hokusai e prova a ricopiarla, con il blu scuro per il mare, il bianco per la schiuma e il monte Fuji innevato sullo sfondo.

Per conoscere meglio il mare, leggi l'oceano spiegato ai bambini, e per scoprire altre forze della natura, l'uragano spiegato ai bambini.

In breve: lo tsunami in 5 punti

  • Lo tsunami è una serie di onde potentissime causate da un improvviso spostamento d'acqua.
  • La causa più comune è un terremoto sotto il mare, ma possono provocarlo anche frane, vulcani e meteoriti.
  • In mare aperto è quasi invisibile ma velocissimo; vicino alla costa diventa altissimo.
  • Il mare che si ritira all'improvviso è un segnale di pericolo: bisogna andare subito in alto o verso l'interno.
  • In Italia il Centro Allerta Tsunami dell'INGV sorveglia il Mediterraneo giorno e notte.

Domande frequenti sugli tsunami

Che cos'è uno tsunami?

È una serie di onde molto potenti, provocate di solito da un terremoto sottomarino, che possono allagare la costa per chilometri.

Che cosa vuol dire la parola tsunami?

È una parola giapponese che significa "onda nel porto".

Qual è il segnale di un tsunami in arrivo?

Un forte terremoto vicino alla costa, il mare che si ritira all'improvviso lasciando scoperto il fondale, un boato dal mare o un avviso delle autorità.

Ci sono tsunami in Italia?

Sono rari, ma possibili. Uno dei più noti avvenne nel 1908 nello Stretto di Messina. Oggi l'INGV sorveglia il Mediterraneo con il Centro Allerta Tsunami.

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