I profughi spiegati ai bambini
Immagina di dover lasciare all'improvviso la tua casa, la tua scuola, i tuoi amici e i tuoi giochi, portando con te solo uno zainetto, perché nel tuo Paese c'è la guerra o qualcuno vuole farti del male. Poi di dover viaggiare a lungo, a volte a piedi o su una barca, verso un Paese dove si parla una lingua che non conosci. È quello che succede ai profughi, milioni di persone nel mondo, tra cui moltissimi bambini.
In questa pagina spieghiamo ai bambini con delicatezza chi sono i profughi e i rifugiati, perché devono lasciare la loro casa, quali diritti hanno, chi li aiuta e come possiamo accogliere chi arriva da lontano. Alla fine trovi un libro illustrato di un'autrice italiana, un film con un orsetto famoso e alcune attività.
Chi sono i profughi
Un profugo è una persona che è stata costretta a lasciare la propria casa e il proprio Paese per mettersi in salvo. Non se ne va perché vuole fare un viaggio o cambiare vita, ma perché restare sarebbe troppo pericoloso.
Le ragioni possono essere diverse:
- la guerra, che distrugge città, case e scuole;
- la persecuzione, cioè quando qualcuno viene minacciato, imprigionato o maltrattato per la sua religione, per il gruppo a cui appartiene, per le sue idee o per altre caratteristiche;
- la violenza di gruppi armati;
- i disastri naturali, come terremoti, alluvioni o lunghi periodi di siccità, che rendono impossibile vivere in un luogo.
Profugo, rifugiato, richiedente asilo, migrante: che differenza c'è?
Queste parole si sentono spesso al telegiornale. Vediamole in modo semplice:
- Profugo: è la parola più generale, per chi è costretto a fuggire dalla propria casa.
- Rifugiato: è chi è fuggito dal proprio Paese perché lì era perseguitato o in pericolo per la guerra, e ha ottenuto protezione in un altro Paese. Questo diritto è stabilito da un accordo internazionale firmato a Ginevra nel 1951, la Convenzione sui rifugiati.
- Richiedente asilo: è chi è arrivato in un nuovo Paese e ha chiesto di essere riconosciuto come rifugiato, ma sta ancora aspettando la risposta.
- Sfollato: è chi ha dovuto lasciare la propria casa ma è rimasto dentro il proprio Paese, spostandosi in un'altra città o in un campo.
- Migrante: è chi si sposta in un altro luogo o Paese per tanti motivi diversi, per esempio per cercare lavoro, per studiare o per raggiungere la famiglia.
Quanti sono i profughi nel mondo?
Secondo le Nazioni Unite, oggi nel mondo le persone costrette a lasciare la propria casa sono più di 100 milioni: più di tutti gli abitanti dell'Italia messi insieme, anzi quasi il doppio! Tantissimi di loro sono bambini e ragazzi.
Molti non vanno lontano: la maggior parte dei profughi trova rifugio in un Paese vicino al proprio, oppure resta nel proprio Paese in un'altra città. Solo una parte arriva in Europa.
Com'è il viaggio di un profugo
Il viaggio di chi fugge può essere lunghissimo e difficile. A volte si cammina per giorni, si attraversano deserti e montagne, si viaggia su camion affollati o su barche piccole e insicure. Molte famiglie vengono separate, e alcuni bambini arrivano da soli, senza i genitori: si chiamano minori stranieri non accompagnati e hanno diritto a una protezione speciale.
Spesso i profughi vivono per un periodo in campi di accoglienza, grandi villaggi di tende o di casette, in attesa di sapere dove potranno ricominciare la loro vita.
Chi aiuta i profughi
- L'UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nata nel 1950, aiuta i profughi in tutto il mondo: dà loro un riparo, cibo, acqua e cure, e li aiuta a trovare un posto sicuro dove vivere.
- L'UNICEF si occupa in particolare dei bambini, perché possano continuare ad andare a scuola e giocare anche nei campi.
- Tante associazioni, volontari, Comuni, scuole e famiglie aiutano chi arriva a imparare la lingua, trovare una casa e un lavoro.
Anche la Costituzione italiana, all'articolo 10, dice che lo straniero a cui nel suo Paese sono impedite le libertà democratiche ha diritto di chiedere asilo in Italia.
Ogni anno, il 20 giugno, si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, per ricordare il coraggio di chi è dovuto fuggire.
Profughi nella storia
Essere profughi non è una cosa che riguarda solo gli altri o solo il nostro tempo. Nella storia è successo a tantissimi popoli, anche agli italiani:
- durante la Prima guerra mondiale, migliaia di famiglie del Veneto e del Friuli dovettero lasciare le loro case per sfuggire ai combattimenti;
- dopo la Seconda guerra mondiale, molti italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia lasciarono le loro terre, che non facevano più parte dell'Italia. Il 10 febbraio si ricorda questa storia con il Giorno del Ricordo;
- anche il grande scienziato Albert Einstein fu costretto a lasciare la Germania negli anni Trenta per sfuggire alle persecuzioni del nazismo, e trovò rifugio negli Stati Uniti.
Perfino in una delle storie più antiche e conosciute, quella della fuga in Egitto, una famiglia deve scappare di notte per salvare il suo bambino.
Come possiamo accogliere chi arriva da lontano
Forse anche nella tua classe c'è un bambino arrivato da un altro Paese. Ecco qualche idea per farlo sentire benvenuto:
- Sorridi e salutalo: un sorriso si capisce in tutte le lingue!
- Invitalo a giocare: il gioco è un linguaggio universale.
- Aiutalo con l'italiano, con pazienza, e prova a imparare anche qualche parola della sua lingua.
- Chiedigli del suo Paese, se ne ha voglia: che cibi mangiava, che giochi faceva. Ma rispetta anche il suo silenzio, perché alcuni ricordi possono essere tristi.
- Non prenderlo in giro per il suo accento, i suoi vestiti o le sue abitudini.
Libri, film e attività sui profughi
Da leggere
- Il viaggio di Francesca Sanna: un albo illustrato bellissimo, scritto e disegnato da un'autrice italiana, che racconta con delicatezza il viaggio di una mamma e dei suoi due bambini che fuggono dalla guerra verso un nuovo Paese. È perfetto da leggere insieme a un adulto.
Da guardare
- Paddington (2014): un orsetto parte dal Perù dopo che un terremoto ha distrutto la sua casa e arriva da solo a Londra, con un cartellino al collo che dice: "Per favore, prendetevi cura di questo orso". Una famiglia lo accoglie, e lui insegna a tutti che la gentilezza cambia le cose.
Da fare: lo zainetto della fuga
- Immagina di dover partire in fretta e di poter portare solo uno zainetto. Disegna o scrivi le cinque cose che metteresti dentro. Poi confronta la tua lista con quella dei compagni: che cosa avete scelto? Che cosa vi mancherebbe di più?
Da fare: il cartellone del benvenuto
- Con la classe, preparate un grande cartellone con la parola "benvenuto" scritta in tutte le lingue che conoscete o che parlano i vostri compagni e le loro famiglie: welcome, bienvenido, bienvenue, marhaban, willkommen... Quante lingue riuscite a trovare?
In breve: i profughi in 5 punti
- I profughi sono persone costrette a lasciare la propria casa per guerre, persecuzioni, violenze o disastri.
- Il rifugiato è chi ha ottenuto protezione in un altro Paese; il richiedente asilo aspetta ancora la risposta.
- Nel mondo le persone costrette a fuggire sono più di 100 milioni, tra cui moltissimi bambini.
- L'UNHCR, l'UNICEF e tanti volontari li aiutano; la Costituzione italiana riconosce il diritto d'asilo.
- Accogliere con gentilezza chi arriva da lontano è un gesto che tutti possiamo fare.
Domande frequenti sui profughi
Chi sono i profughi?
Sono persone costrette a lasciare la propria casa, e spesso il proprio Paese, per sfuggire a guerre, persecuzioni, violenze o disastri naturali.
Che differenza c'è tra profugo e rifugiato?
Profugo è chi è costretto a fuggire. Rifugiato è il profugo che ha ottenuto ufficialmente protezione in un altro Paese, secondo la Convenzione di Ginevra del 1951.
Che differenza c'è tra rifugiato e migrante?
Il rifugiato fugge perché la sua vita o la sua libertà sono in pericolo; il migrante si sposta per tanti motivi diversi, come cercare lavoro, studiare o raggiungere la famiglia.
Quando è la Giornata Mondiale del Rifugiato?
Si celebra ogni anno il 20 giugno.





