La vergogna spiegata ai bambini

Ti è mai capitato di diventare rosso in faccia dopo aver sbagliato una risposta davanti a tutta la classe? Oppure di voler sparire sotto il banco perché ti è caduto il vassoio in mensa e tutti si sono girati a guardarti? Quella sensazione ha un nome: si chiama vergogna.
In questa pagina scopriamo insieme che cos'è la vergogna, perché la proviamo, che cosa succede al nostro corpo quando arrossiamo e come possiamo gestirla senza farci fermare. Alla fine trovi anche film, libri e un'attività da fare per conoscere meglio le tue emozioni.
Che cos'è la vergogna
La vergogna è un'emozione, proprio come la gioia, la paura, la rabbia o la tristezza. La proviamo quando pensiamo che gli altri ci stiano guardando e giudicando in modo negativo, o quando sentiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato, di ridicolo o di "non abbastanza bello".
Chi prova vergogna di solito vorrebbe nascondersi: abbassa lo sguardo, si copre il viso, parla a bassa voce o non parla proprio. È come se una vocina dentro dicesse: "Adesso tutti pensano male di me!".
Tutti provano vergogna: i bambini, i ragazzi, i genitori, gli insegnanti e perfino i campioni dello sport e gli attori famosi. Non sei l'unico, anche se in quel momento può sembrare di sì.
Vergogna, imbarazzo e senso di colpa: che differenza c'è?
Queste tre emozioni si somigliano, ma non sono proprio uguali:
- Imbarazzo: è la sorella più leggera della vergogna. Lo proviamo per piccole cose buffe, come inciampare, sbagliare il nome della maestra o avere un buco nel calzino. Di solito passa in fretta e a volte, dopo, ci si ride sopra.
- Vergogna: è più forte e riguarda il modo in cui ci vediamo. Non pensiamo solo "ho fatto una cosa sbagliata", ma "c'è qualcosa di sbagliato in me".
- Senso di colpa: lo proviamo quando sappiamo di aver fatto un torto a qualcuno, per esempio quando abbiamo preso in giro un amico. Ci spinge a chiedere scusa e a rimediare.
Capire quale emozione stiamo provando è già un primo passo per stare meglio.
Perché diventiamo rossi?
Quando proviamo vergogna o imbarazzo, spesso il nostro viso diventa rosso e caldo. Succede perché il corpo, in quel momento, si "accende" come quando siamo un po' in allarme: il cuore batte più veloce e i piccoli vasi sanguigni delle guance si allargano, facendo arrivare più sangue. Ecco perché il viso diventa rosso!
Arrossire non si può controllare con la volontà: è una reazione automatica del corpo, come starnutire. Gli scienziati pensano che serva anche a qualcosa di utile: mostra agli altri che ci dispiace o che siamo in difficoltà, e spesso rende le persone più gentili e comprensive con noi.
Altri segnali della vergogna possono essere il caldo alle orecchie, il batticuore, le mani sudate, lo stomaco che si stringe e la voglia di guardare per terra.
La vergogna serve a qualcosa?
Sì! Anche se è spiacevole, la vergogna ha un compito: ci aiuta a capire che cosa è importante per gli altri e a vivere bene insieme. Per esempio ci fa venire voglia di non ripetere un comportamento che ha dato fastidio a qualcuno.
Il problema nasce quando la vergogna diventa troppo forte o arriva anche quando non abbiamo fatto niente di male. Per esempio, alcuni bambini si vergognano del proprio corpo, del proprio accento, di un apparecchio per i denti o degli occhiali. In questi casi la vergogna non ci aiuta, ma ci fa solo stare male e ci impedisce di fare cose belle, come giocare, alzare la mano in classe o provare un nuovo sport.
Come gestire la vergogna
Ecco qualche idea che può aiutarti quando la vergogna arriva:
- Respira lentamente: fai tre respiri profondi, gonfiando la pancia come un palloncino. Il corpo si calma e anche il rossore passa prima.
- Ricordati che tutti sbagliano: chi ti ha visto inciampare, probabilmente ci ha già pensato per due secondi e poi se n'è dimenticato. Di solito gli altri pensano a noi molto meno di quanto crediamo!
- Ridici sopra, se puoi: a volte una battuta, come "Ecco il mio numero da circo!", trasforma un momento imbarazzante in un momento simpatico.
- Parlane con qualcuno di cui ti fidi: un genitore, un nonno, la maestra o un amico. Raccontare quello che è successo rende la vergogna più piccola.
- Separa quello che hai fatto da chi sei: se hai sbagliato un esercizio, non vuol dire che sei "stupido". Vuol dire solo che quell'esercizio era difficile e che puoi riprovare.
Non far vergognare gli altri
C'è anche una cosa importante che possiamo fare per gli altri: non prendere in giro chi sbaglia o chi è diverso da noi. Ridere di qualcuno che è caduto, del suo aspetto o del suo modo di parlare può farlo vergognare moltissimo e farlo sentire solo.
Se vedi un compagno in difficoltà, puoi aiutarlo con un sorriso, con una parola gentile o semplicemente cambiando argomento. È un piccolo gesto che fa una grande differenza.
Esempi di vergogna nella vita di tutti i giorni
- Luca sbaglia a leggere una parola ad alta voce e i compagni ridono. Diventa rosso e non vuole più leggere. La maestra gli dice che anche lei da piccola sbagliava le parole lunghe, e Luca si sente meglio.
- Sara ha iniziato a portare gli occhiali e si vergogna ad andare a scuola. Poi scopre che anche la sua cantante preferita li porta, e comincia a sceglierli di colori sempre più allegri.
- Matteo si vergogna perché alla recita ha dimenticato una battuta. Alla fine però tutti applaudono lo stesso, e lui capisce che nessuno si era accorto di niente.
Film, libri e attività sulla vergogna
Da guardare
- Inside Out 2 (Pixar, 2024): nella testa della protagonista, Riley, arrivano nuove emozioni. Tra queste c'è Imbarazzo, un personaggio enorme e timidissimo che si nasconde nel cappuccio della felpa. È perfetto per parlare di queste emozioni in famiglia.
- Red (Pixar, 2022): Mei, una ragazzina di 13 anni, si trasforma in un grande panda rosso ogni volta che prova un'emozione troppo forte, come l'imbarazzo. Un film divertente su quanto sia normale sentirsi "fuori posto" mentre si cresce.
Da leggere
- Elmer, l'elefante variopinto di David McKee: Elmer è diverso da tutti gli altri elefanti perché è colorato come un patchwork, e prova a diventare grigio per non farsi notare. Scoprirà che essere se stessi è la cosa più bella.
Da fare
- Il termometro delle emozioni: disegna un grande termometro su un foglio, con il livello basso verde, quello medio giallo e quello alto rosso. Pensa a una volta in cui ti sei vergognato e segna quanto era forte. Poi scrivi accanto che cosa ti ha aiutato a far scendere la temperatura.
- Il diario dei piccoli coraggi: ogni volta che fai qualcosa nonostante la vergogna, come alzare la mano o chiedere di giocare, disegna una stellina. A fine mese conta quante ne hai!
La vergogna somiglia molto a un'altra emozione: scopri anche la timidezza spiegata ai bambini.
In breve: la vergogna in 5 punti
- È un'emozione che proviamo quando pensiamo che gli altri ci giudichino male.
- Fa diventare rossi perché il corpo si "accende" e il sangue arriva alle guance.
- È diversa dall'imbarazzo, più leggero, e dal senso di colpa, che ci spinge a rimediare.
- Si può gestire respirando, parlandone e ricordando che tutti sbagliano.
- Non bisogna mai prendere in giro gli altri per farli vergognare.
Domande frequenti sulla vergogna
Perché proviamo vergogna?
Perché ci importa di quello che pensano gli altri. La vergogna ci aiuta a vivere insieme, ma a volte diventa troppo forte anche quando non abbiamo fatto niente di male.
Perché si diventa rossi quando ci si vergogna?
Perché il cuore batte più forte e i piccoli vasi sanguigni del viso si allargano, facendo arrivare più sangue alle guance.
È normale vergognarsi?
Sì, è normalissimo: la provano tutti, a ogni età. Se però la vergogna ti fa stare male spesso o ti impedisce di fare le cose che ti piacciono, parlane con un adulto di cui ti fidi.
Come si fa a non vergognarsi?
Non si può eliminarla del tutto, ma si può renderla più piccola: respirando con calma, parlandone con qualcuno e ricordando che sbagliare fa parte dell'imparare.





