La dittatura spiegata ai bambini

Immagina una classe in cui un solo compagno decide tutto: a che cosa si gioca, chi può parlare, chi può sedersi vicino a chi. Nessuno può votare, nessuno può protestare, e chi dice che non è d'accordo viene punito. Non sarebbe giusto, vero? Quando in un intero Paese il potere è nelle mani di una sola persona o di un piccolo gruppo, senza che i cittadini possano scegliere e dire liberamente quello che pensano, si parla di dittatura.

In questa pagina spieghiamo ai bambini in modo semplice e rispettoso che cos'è una dittatura, come si riconosce, che differenza c'è con la democrazia, quali dittature ci sono state nella storia, compresa quella che ha vissuto l'Italia, e perché oggi abbiamo regole che proteggono la nostra libertà. Alla fine trovi un libro di Gianni Rodari e un'attività da fare in classe.

Che cos'è una dittatura

Una dittatura è una forma di governo in cui tutto il potere è concentrato nelle mani di una persona sola, chiamata dittatore, oppure di un piccolo gruppo o di un unico partito. Chi comanda non è stato scelto liberamente dai cittadini, o, anche se all'inizio lo è stato, poi elimina le regole che permettono di sostituirlo.

In una dittatura il governo può decidere tutto senza dover rendere conto a nessuno, e i cittadini perdono molte delle loro libertà.

Da dove viene la parola "dittatore"?

La parola viene dall'antica Roma, e all'inizio aveva un significato diverso. Nella Repubblica romana, in caso di grave pericolo, per esempio una guerra, il Senato poteva nominare un dittatore: una persona con poteri speciali, ma solo per un periodo breve, al massimo sei mesi. Finita l'emergenza, doveva restituire il potere.

Si racconta che un romano di nome Cincinnato fosse chiamato a fare il dittatore mentre arava il suo campo. Sconfisse i nemici e, dopo pochi giorni, lasciò il potere e tornò tranquillamente al suo aratro! Per questo è diventato un simbolo di chi usa il potere solo per il bene di tutti. Con il tempo, però, la parola "dittatore" ha preso il significato di chi si prende il potere e non lo restituisce più.

Come si riconosce una dittatura

Le dittature possono essere diverse tra loro, ma di solito hanno alcune caratteristiche comuni:

  • Non ci sono elezioni libere: i cittadini non possono scegliere liberamente chi li governa, oppure le elezioni sono finte, con un solo partito o con risultati decisi in anticipo.
  • C'è un solo partito ammesso, e gli altri sono vietati.
  • Non c'è libertà di parola: chi critica il governo può essere arrestato. Giornali, radio, televisioni e libri sono controllati, e quello che non piace al dittatore viene vietato: questo si chiama censura.
  • La propaganda: il governo diffonde continuamente messaggi, manifesti, film e discorsi per convincere tutti che il capo è grande e ha sempre ragione.
  • La polizia controlla le persone, spia le loro conversazioni e punisce chi non è d'accordo.
  • I giudici non sono indipendenti, e le leggi possono essere cambiate a piacimento da chi comanda.
  • Spesso alcune persone o gruppi vengono perseguitati, cioè trattati ingiustamente, imprigionati o peggio, per le loro idee, la loro religione o le loro origini.
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Dittatura e democrazia: le differenze

  • In democrazia il potere appartiene al popolo, che sceglie i suoi rappresentanti con elezioni libere; in dittatura il potere appartiene a una persona o a un gruppo.
  • In democrazia ci sono tanti partiti e idee diverse; in dittatura di solito uno solo.
  • In democrazia si può criticare il governo; in dittatura è pericoloso.
  • In democrazia il potere è diviso tra chi fa le leggi, chi governa e chi giudica, così nessuno può comandare da solo; in dittatura è tutto nelle stesse mani.
  • In democrazia chi governa può essere sostituito alle elezioni successive; in dittatura no.

La dittatura in Italia: il fascismo

Anche l'Italia ha vissuto una dittatura, durata circa vent'anni: il fascismo, guidato da Benito Mussolini. Nel 1922, dopo la cosiddetta "Marcia su Roma", Mussolini fu incaricato dal re di guidare il governo. Negli anni successivi, con una serie di leggi, eliminò i partiti di opposizione, chiuse i giornali liberi, perseguitò e mandò in prigione o al confino chi non era d'accordo.

Nel 1938 il regime approvò le leggi razziali, che tolsero i diritti agli italiani di religione ebraica: per esempio, i bambini ebrei furono cacciati dalle scuole pubbliche. Nel 1940 Mussolini portò l'Italia nella Seconda guerra mondiale, al fianco della Germania nazista, con conseguenze terribili per tutto il Paese.

Il fascismo cadde nel 1943, e la guerra in Italia finì con la Liberazione: ogni anno, il 25 aprile, si festeggia la Festa della Liberazione. Subito dopo, gli italiani scelsero la Repubblica e scrissero la Costituzione, che contiene tante regole pensate proprio perché una dittatura non potesse più ripetersi.

Altre dittature nella storia

Nel Novecento ci sono state dittature in molti Paesi del mondo, con idee politiche anche molto diverse tra loro. Per esempio:

  • in Germania, la dittatura del nazismo, guidata da Adolf Hitler;
  • nell'Unione Sovietica, la dittatura di Stalin, che perseguitò milioni di persone;
  • in Spagna e in Portogallo, le dittature di Franco e di Salazar, che durarono fino agli anni Settanta;
  • in Sud America, per esempio in Cile e in Argentina, dove negli anni Settanta i militari presero il potere con la forza.

Molte di queste dittature sono finite, a volte grazie al coraggio di tanti cittadini che hanno lottato pacificamente per la libertà. Purtroppo, ancora oggi, in alcuni Paesi del mondo le persone non possono votare liberamente né dire quello che pensano.

Perché la libertà va protetta

La democrazia e la libertà non sono cose scontate: sono state conquistate con fatica e vanno protette ogni giorno. Come? Rispettando le regole comuni, informandosi, andando a votare quando si è grandi, ascoltando anche chi la pensa diversamente e non accettando mai che qualcuno venga escluso o perseguitato per le sue idee o le sue origini. E anche in classe, rispettando il turno di parola e decidendo insieme, ci si allena a essere cittadini liberi.

Libri e attività sulla dittatura

Da leggere

  • Gelsomino nel paese dei bugiardi di Gianni Rodari: in un paese governato da un pirata prepotente, tutti sono obbligati a dire bugie e i cani devono miagolare. Gelsomino, un ragazzino con una voce potentissima, porterà la verità e la libertà. Un modo divertente e intelligente per parlare di dittatura e di propaganda con i bambini.
  • Per i ragazzi più grandi, La fattoria degli animali di George Orwell: la storia di una fattoria in cui gli animali cacciano il padrone, ma poi alcuni maiali prendono il potere e diventano ancora più prepotenti.

Da fare: la classe del dittatore e la classe democratica

  • Con l'aiuto dell'insegnante, provate per dieci minuti un gioco in cui un solo compagno, estratto a sorte, decide tutte le regole di un'attività, senza che gli altri possano dire nulla. Poi rifate la stessa attività decidendo le regole tutti insieme, con una votazione. Alla fine discutete: come vi siete sentiti nei due casi? Quale modo vi è sembrato più giusto?
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Per capire come funziona la democrazia in Italia, leggi il Parlamento, il referendum e la Costituzione spiegati ai bambini.

In breve: la dittatura in 5 punti

  • Una dittatura è un governo in cui il potere è nelle mani di una persona o di un piccolo gruppo, senza elezioni libere.
  • Nelle dittature mancano la libertà di parola e di stampa, e chi si oppone viene punito.
  • Nell'antica Roma il dittatore era una carica temporanea, di al massimo sei mesi.
  • In Italia c'è stata la dittatura fascista di Mussolini, dal 1922 al 1943; il 25 aprile si festeggia la Liberazione.
  • La Costituzione italiana contiene regole per proteggere la libertà e la democrazia.

Domande frequenti sulla dittatura

Che cos'è una dittatura in parole semplici?

È un modo di governare in cui una sola persona o un piccolo gruppo ha tutto il potere, e i cittadini non possono scegliere chi li governa né dire liberamente quello che pensano.

Che differenza c'è tra dittatura e democrazia?

In democrazia il potere appartiene al popolo, che vota liberamente e può criticare il governo; in dittatura il potere è nelle mani di pochi e le libertà sono limitate.

L'Italia è stata una dittatura?

Sì, durante il fascismo, guidato da Benito Mussolini, dal 1922 al 1943. Dopo la guerra l'Italia è diventata una Repubblica democratica.

Perché si festeggia il 25 aprile?

Perché il 25 aprile 1945 è la data simbolo della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dalla dittatura fascista.

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